Cos’è il rapporto rischio/rendimento?

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Il rapporto rischio/rendimento quantifica il rischio che stai assumendo per un potenziale rendimento. Viene calcolato in modo direttamente proporzionale cioè più il rischio è maggiore più il rendimento è alto e più il rischio è minore più il rendimento è basso.

In base a questa regola le azioni sono più rischiose delle obbligazioni ma consentono di ricevere un rendimento maggiore a fronte di un rischio più elevato.

Per avere sotto controllo il rischio esistono strumenti in grado di misurarlo e si possono costruire portafogli diversificati efficientemente con strumenti scorrelati tra loro (titoli che si muovono in direzioni diverse rispetto al movimento dei mercati finanziari) che abbassano il rischio medio dell’intero portafoglio.

Una variabile fondamentale per valutare il rapporto rischio/rendimento è il tempo. Più tempo abbiamo a disposizione più possiamo rischiare, meno tempo abbiamo a disposizione più dobbiamo essere cauti. Se il nostro obiettivo è di breve termine, per esempio di 3/5 anni è consigliabile avere un approccio più moderato. Se il nostro obiettivo è di lungo termine per esempio 10/20 anni possiamo optare per un approccio più aggressivo. Sarebbe importante avere chiari gli obiettivi, per dare a ciascuno il giusto tempo, onde non sprecare le potenzialità di aiuto che i mercati finanziari possono dare. Perché non è la stessa cosa investire oggi a 5 anni e poi rinnovare l’investimento per altri 5 anni piuttosto che investire da subito a 10 anni, in quest’ultimo caso potendo prendere prodotti più redditizi si hanno più possibilità di un maggior rendimento.

Sono tutti uguali i fondi comuni di investimento?

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La classificazione più importante che gli investitori devono considerare è la seguente:

  • Fondi di casa, cioè gestiti ed emessi da una Società di Gestione dei Risparmi (SGR) di proprietà della stessa banca di cui si è clienti;
  • Fondi di terzi, delle migliori SGR internazionali.


I prodotti “di casa” delle banche oscillano tra il 60% e il 90% del totale. Questo vuol dire che più di 2 volte su 3 la banca o il suo consulente vendono un prodotto che aiuta più le loro tasche che le tue. Infatti, è stata tendenza dell’ultimo decennio quella delle banche di crearsi la propria SGR per aumentare i profitti nella gestione dei risparmi e decidere in autonomia le tariffe da praticare ai clienti.

Questa distinzione è importante anche per la qualità dei prodotti in cui investire, è più facile trovare qualità nei prodotti di grosse SGR che hanno in casa analisti con notizie in tempo reale piuttosto che in SGR che acquistano le analisi da terzi. Inoltre è meglio avere il fondo che ha i volumi di compravendite più elevato, come quelli di SGR internazionali che li vendono in tutto il mondo, piuttosto che fondi collocati magari solo in Italia, perché avendo questi ultimi meno richieste sono più lenti a crescere.

A tal riguardo è meglio operare con una Banca che non ha prodotti di casa e lavora con prodotti di terzi, così si possono scegliere i prodotti migliori che vengono utilizzati in tutto il mondo e che sono meglio confacenti alle proprie esigenze piuttosto che ai bilanci dei venditori.

Differenza tra ETF e fondi comuni di investimento

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La differenza tra ETF e fondi comuni di investimento consiste nel tipo di gestione che viene applicata sull’indice di riferimento:

  • gli ETF replicano in modo passivo un indice cercando solo di riprodurre la sua performance;
  • i fondi comuni di investimento replicano in modo attivo un indice cercando di ottenere una performance superiore e quindi battere il mercato attraverso una attenta scelta delle aziende in cui investire. Grazie ai report dei loro analisti sono scelte le aziende migliori che sono visitate personalmente dagli analisti che parlano sia con gli amministratori che i dipendenti per capire bene lo stato della società e mantengono su di esse un costante monitoraggio.


La differenza di gestione viene rappresentata dall’entità delle commissioni. I fondi prevedono commissioni tra il 2 e il 3% contro lo 0,05 – 0,85% degli ETF, questo perché la gestione degli ETF è computerizzata in fotocopia dell’indice, mentre quella dei fondi richiede l’utilizzo di molte professionalità quali il team di gestione per le scelte d’investimento, il team degli analisti per i rating delle aziende in cui investire, grazie alle loro indicazioni cercano di battere il benchmark (indice di riferimento) modificando il paniere di partenza.

Da questo si potrebbe dedurre che un costo maggiore implica un rendimento maggiore ma non è sempre così, i fondi performano la maggior parte delle volte peggio degli ETF, soltanto alcuni delle migliori case di gestione internazionali riescono a fare meglio degli ETF e la differenza la si vede in alcuni settori di investimento come la tecnologia o per prodotti che investono in mercati poco liquidi ed efficienti.

Perché investire negli ETF?

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Gli ETF sono i migliori strumenti finanziari disponibili sul mercato per molteplici motivi:

  • replica passiva, copiano esattamente l’andamento di mercato dei titoli sottostanti così da seguire le performance di mercato. Grazie alla diversificazione su tutti i titoli che compongono un indice, si può escludere il rischio di fallimento, cosa impossibile investendo in un singolo titolo anche con rating massimo;
  • costi di gestione bassi, i costi per la gestione degli ETF variano dallo 0,05% al 0,85%;
  • commissioni basse, le commissioni di acquisto e vendita variano a seconda del broker che si utilizza e possono essere variabili o fissi. I migliori broker, che citerò in seguito, offrono commissioni anche tra 0,50€ e i 5€ su investimento di 1.000€ su Borsa Italiana;
  • personalizzazione, gli ETF non sono tutti uguali e ti permettono di personalizzare i tuoi investimenti. Puoi trovare ETF a replica fisica o sintetica, che utilizzano i proventi a distribuzione o ad accumulazione, con o senza copertura valutaria, ecc.;
  • ampia diversificazione, riduzione e distribuzione del rischio, per esempio l’ETF MSCI World differenzia il suo investimento a livello geografico e settoriale perché compra più di 3.000 società provenienti da paesi e settori diversi;
  • gestione della volatilità, la volatilità è la velocità con cui si muove il prezzo di un asset. Il rischio è direttamente proporzionale alla sua volatilità, più è alta la volatilità più l’asset è rischioso e viceversa. Gli ETF permettono di gestire il rischio abbassando la volatilità perché ognuno di essi è formato da tanti asset (per esempio l’ETF sul MSCI World investe in più di 3.000 società).

Che cos’è un ETF?

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Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo di investimento a gestione passiva che investe in un indice che replica un paniere di titoli quotati. Questi titoli possono essere azioni, obbligazioni, materie prime, metalli preziosi.

Un indice è un insieme di titoli con caratteristiche simili. Esistono indici geografici, settoriali e tematici. Con un ETF è possibile investire in un indice che replica:

  • il mercato mondiale, i paesi sviluppati, i paesi emergenti;
  • i mercati nazionali come l’Italia, gli USA o la Cina;
  • settori economici come quello dell’energia, finanziario, dei beni di consumo
  • megatrend come l’intelligenza artificiale, le energie rinnovabili, la blockchain.

Questi sono solo alcuni dei moltissimi ETF disponibili in borsa.

Che cos’è un’obbligazione?

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Un’obbligazione è un debito che la società o lo Stato assumono verso terzi dai quali hanno ricevuto un prestito. Un ‘obbligazione viene quindi emessa per chiedere un finanziamento agli investitori che prestano il loro denaro in cambio di una ricompensa. L’obbligazionista ha un diritto di credito che consiste nella restituzione della somma prestata più gli interessi maturati ad una certa data. Questi interessi vengono chiamati cedole e possono avere un tasso fisso o un tasso variabile.

Le obbligazioni possono essere:

  • obbligazioni societarie o corporate bond, se sono emesse dalle S.p.A.;
  • titoli di stato o governative bond, se sono emessi dallo Stato. In Italia i più utilizzati sono i Buoni Ordinari del Tesoro (BOT), obbligazioni a breve termine senza cedola e i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP), obbligazioni a medio/lungo termine con cedola fissa.

L’obbligazionista realizza un rendimento da:

  • cedola, interesse maturato al momento dello stacco a scadenze predeterminate;
  • plusvalenza, differenza positiva tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Se l’obbligazione viene portata a scadenza viene rimborsata alla pari quindi al prezzo di emissione iniziale.

Che cos’è un’azione?

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Un’azione rappresenta una quota di partecipazione al capitale sociale delle società di capitali, solitamente di Società per Azioni (S.p.A.). Ogni azione è indivisibile e autonoma. Le azioni permettono ai loro possessori di partecipare ai risultati economici dell’impresa e di avere anche un diritto di voto in essa.

Il rendimento generato a fronte di un rischio assunto può derivare da due fonti:

  • dividendo, dato dalla distribuzione degli utili. Se la società A ha un dividendo del 5% annuo e tu hai investito 1.000€ vuol dire che riceverai annualmente 50€;
  • plusvalenza, differenza positiva tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. Se acquisti l’azione A a 50€ e dopo un certo periodo di tempo vale 75€, in caso di vendita realizzerai una plusvalenza di 25€ (75-50).

La società divide il suo capitale sociale in tante piccole parti, le azioni, per riuscire ad avere nuovo capitale da investire. L’azionista compra le azioni perché si aspetta che quest’ultime crescano di valore per realizzare un profitto.

Poniamo che la società ha valore di 100.000€ e che ha deciso di emettere 100.000 azioni quindi ogni azione vale 1€ (capitalizzazione di mercato / numero di azioni = prezzo dell’azione). L’azionista, che ha aspettative di crescita, acquista l’azione per farlo deve trovare venditori ed il rapporto tra venditori ed acquirenti determina il prezzo di mercato dell’azione che è più alto quanto maggiori sono gli acquirenti rispetto ai venditori e viceversa.

Perché ho paura di investire?

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La società ci riempie di tantissime notizie negative che alimentano la nostra paura negli investimenti, mentre le notizie positive hanno minor spazio, meno risalto sui media.

Tu probabilmente ritieni più sicuro lasciare i tuoi soldi fermi in banca o sotto il materasso perché pensi che siano protetti. Ma da chi? Il fondo interbancario di tutela dei depositi garantisce fino a 100.000€ messi in banca, la parte eccedente non è salvaguardata se la banca dovesse fallire. Sotto il materasso poi la probabilità di furti o di incendio è elevata e soprattutto non si può prevedere.

I soldi sui conti correnti e sui conti deposito sono il metodo più efficace per depositare la propria liquidità ma solamente quella. Tutti gli anni i costi di gestione del comparto bancario e l’imposta di bollo fanno diminuire il patrimonio anche di centinaia di euro. Senza contare che l’inflazione media in Italia dal 1.970 ad oggi è stata del 5,90% annuo. L’istruzione scolastica non affronta mai il problema della finanza personale e degli investimenti, per questo motivo, quando ti ritrovi ad avere il primo lavoro e ad andare a vivere da solo o ad avere una famiglia, non sai come gestire il denaro. Le sole entrate da lavoro, è difficile che bastino a realizzare i tuoi obiettivi futuri.

La regola base per diventare un investitore è riuscire ad accantonare tutti i mesi un 10-20% delle proprie entrate. Una parte deve finire come forma di risparmio nei conti correnti o deposito come protezione dalle emergenze e la parte restante deve finire come investimento negli strumenti finanziari che vedremo qui di seguito. Poi se ci si rivolgesse ad un Consulente Finanziario, insieme si potrebbe compilare un bilancio: per ottimizzare il risparmio, per mettere in sicurezza il capitale umano che genera reddito, per creare una riserva per gli imprevisti e per pianificare il raggiungimento di obiettivi di vita. Questi sono tappe/sfide che tutti abbiamo, con la differenza che alcuni sono consapevoli e le pianificano superandole agevolmente, mentre altri inconsapevoli le improvvisano trovandosi di fronte grosse difficoltà. Tu da che parte vuoi stare?

Perchè devo investire?

Inesorabilmente il nostro potere di acquisto col tempo si usura a causa dell’inflazione. Il prezzo dei beni e dei servizi aumenta mentre le nostre entrate, derivanti principalmente dal lavoro, rimangono invariate. È per questo che grazie all’investimento puoi utilizzare parte delle tue entrate per generare ricchezza grazie ai mercati finanziari. Attraverso gli strumenti finanziari messi a disposizione dal mercato (azioni, obbligazioni, ETF,…) è possibile realizzare i tuoi obiettivi futuri (pensione, università per i figli, una bella vacanza, acquisto della casa,…). L’investimento infatti permette di creare valore nel tempo grazie alla crescita del prezzo, alla distribuzione di rendimento con cedole o dividendi, alla ricezione di tassi di interesse o di affitti dovuti alla concessione del proprio capitale o di un proprio immobile a terzi.

Durante la tua vita inconsciamente hai già investito. Hai investito il tuo tempo per giocare un determinato sport, per imparare a suonare uno strumento, per apprendere una determinata materia di studio. Hai investito il tuo corpo e la tua mente per raggiungere i tuoi obiettivi ed è quello che devi fare anche con i soldi. Lo saprai meglio di me, che con una buona preparazione, ogni traguardo è raggiungibile, anche quelli economici. Quindi rimboccati le mani perché hai trovato il tuo allenatore compagno di viaggio.

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