Gli 8 punti chiave per partire

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Ora hai tutte le carte in regola per iniziare ad investire ma per aiutarti ulteriormente voglio ricapitolarti i punti chiave contenuti nelle risposte che hai appena letto:

  • studia, la conoscenza è la prima cosa da alimentare per intraprendere qualsiasi percorso nella vita soprattutto se parliamo di denaro che, nel bene o nel male, influenza tutti gli altri aspetti. Impara il più possibile ed utilizza tutti i contenuti che ti abbiamo messo a disposizione per imparare;
  • definisci il tuo rapporto rischio/rendimento, rispondi alle domande: quanto sono disposto a perdere? quanto voglio guadagnare? Dando risposta a queste domande traccerai la tua propensione al rischio;
  • definisci i tuoi obiettivi, sia a livello numerico che a livello pratico, mi spiego meglio con un esempio. Devo comprare un auto nuova tra 5 anni al costo di circa 20.000€ oppure devo mandare mio figlio all’università tra 10 anni al costo di 3.000€ all’anno….creando i tuoi obiettivi sarà più semplice e più funzionale modellare il tuo portafoglio;
  • crea il tuo portafoglio di investimento, scegli dapprima l’asset allocation e poi le asset class che lo compongono ricordandoti sempre la regola della diversificazione e rispettando il tuo rapporto rischio/rendimento e i tuoi obiettivi;
  • utilizza gli strumenti migliori ETF/Fondi, che sono lo strumento più efficiente sul mercato perchè ti permettono di gestire in autonomia i tuoi investimenti, anche con piccole cifre e senza correre grossi rischi, spaziando in tutti i settori dell’economia;
  • definisci la tua strategia di investimento, destina parte delle tue entrate al risparmio, come forma di protezione, e all’investimento grazie ad un PAC. Se hai liquidità in eccesso investila tramite un PIC e non lasciarne ferma troppa sui conti correnti;
  • scegli il tuo allenatore, come sin da piccoli abbiamo appreso è molto più facile e sicuro seguire l’esempio di qualcuno che ci insegna cose che ha già fatto piuttosto che doverlo scoprire da soli con il rischio di cadere e di ferirci;
  • monitora e ribilancia i tuoi investimenti, se hai un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, la scelta più opportuna, monitora i tuoi investimenti una volta al mese e ribilancia il tuo portafoglio 1 o 2 volte all’anno a seconda se ci sono stati movimenti di mercato piò o meno significativi e dell’eventuale cambiamento di obiettivi.

Quali sono i migliori broker per comprare ETF?

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I migliori broker online per comprare ETF sono, in ordine alfabetico:

  • Degiro
  • Directa
  • Fineco
  • Widiba


Directa, Fineco e Banca Widiba sono broker online italiani
 che permettono di usufruire del regime amministrato dove le imposte vengono pagate direttamente dalla banca, non serve dichiarare le plusvalenze o minusvalenze realizzate nella dichiarazione dei redditi.

Degiro è un broker online estero che permette solo il regime dichiarativo. La banca ti produce il documento con tutte le tue movimentazioni che poi devi portare dal commercialista che ti aiuterà a compilare la dichiarazione dei redditi.

A livello commissionale le tariffe sono:

 ETF BORSA ITALIANAETF BORSE USAETF BORSA XETRA
Degiro0,50 €¹0,50€¹0,50€¹
Directa1,9%o (min.1,5€-max18€)²9€0,025% (min.9,5€)
Fineco19€³12,95$³19€³
Banca Widiba0,15% (min.5€-max25€)0,15% (min.10€-max25€)0,15% (min.10€-max25€)

Le commissioni possono variare (sono aggiornate a gennaio 2022) e non sono l’unico parametro da valutare per la scelta del proprio broker personale.

¹ alcuni ETF sono gratis

² profilo variabile

³ per i giovani under 30 ETF Italia e ETF Europa a 2,95€ e ETF USA a 3,95$

Directa e Banca Widiba sono le scelte migliori se si vuole investire in maniera semplice e con capitali limitati.

Degiro ha le commissioni più basse in assoluto però prevede il versamento autonomo delle imposte.

Fineco è il miglior broker online italiano ma ha commissioni più alte rispetto agli altri.

Banca Widiba oltre ad essere italiana e ad avere basse commissioni ti affianca gratuitamente un Consulente Finanziario che ti può aiutare in qualsiasi necessità non solo in materia di investimenti, ma anche per prestiti/mutui e ti aiuta a sfruttare al 100% le potenzialità dell’operatività digitale.  

Quando è il momento giusto per vendere?

Il momento giusto di vendere devi già saperlo una volta che compri.

Se l’investimento è di lungo termine e hai definito un obiettivo da raggiungere la domanda non si pone perché andrai a convertire il titolo in liquidità una volta raggiunto lo scopo prefissato.

Per esempio, se avevi deciso di investire in un ETF World con orizzonte temporale 20 anni per mandare tuo figlio all’università, una volta che ha finito le scuole superiori andrai a ritirare gradualmente il capitale che ti serve per pagare la retta universitaria.

Se l’investimento è di breve termine devi importi un range di profitto e di perdita che in gergo sono chiamati take profit e stop loss.

Per esempio, compri un ETF settoriale sul mercato dei semiconduttori a 1.000€.

Al momento dell’acquisto hai già impostato quando andrai a venderlo:

  • take profit in caso di profitto se realizza un +50% quindi se arriva ad un prezzo di 1.500€;
  • stop loss in caso di perdita se realizza un -20% quindi se arriva ad un prezzo di 800€.

Alcuni broker hanno questa funzione integrata, altri non ce l’hanno quindi devi programmarti un alert quando raggiunge quelle determinate zone di prezzo.

Con il take profit e lo stop loss limiti l’emotività dell’investimento, non vieni tentato dall’avarizia di volere fare più soldi o dalla paura di non voler vendere perchè credi che il prezzo si rialzerà.

Il rischio però di questo modo di fare trading e che siano più le operazioni che si chiudono in automatico in stop loss, data l’alta volatilità dei mercati azionari, che quelle in take profit.

Per questo il trading non può essere visto come un investimento ma è più simile ad una speculazione come testimoniano le statistiche che attestano che il 95% di chi fa trading perda soldi.

Con che capitale posso partire ad investire?

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Gli investimenti richiedono un capitale minimo.

I broker online oggi permettono di pagare commissioni ridotte che incidono relativamente sul capitale iniziale che si intende andare ad investire.

Bisogna ricordare però che è sbagliato non investire solo perché le commissioni sono alte (nel limite di 10/15€), ci limitiamo le opportunità di mercato, per questo ho creato una linea guida che può aiutarti, ma prima facciamo un esempio.

Prima di partire ricorda che:

  • ogni operazione deve essere valutata due volte, commissione di acquisto e commissione di vendita;
  •  i fondi passivi e attivi hanno anche i costi di gestione;
  • ci sono da pagare anche le imposte, il 12,50% per le obbligazioni governative e il 26% per gli altri strumenti finanziari.

Per esempio, se decidi di comprare un ETF devi valutare queste uscite, che variano a seconda del broker e del tipo di fondo passivo:

  • 5€ di commissione di acquisto;
  • 5€ di commissione di vendita;
  • 0,50% di costi di gestione;
  • 26% di imposte.


Se compri l’ETF a 1.000€ e lo rivendi a 2.000€ in realtà hai guadagnato circa 985€ prima della tassazione e dopo il pagamento dell’imposta 730€ circa.

Dopo averti mostrato l’operatività di un investimento, ecco di seguito una breve guida.

Eccoti la linea guida per capire il capitale minimo che serve ad investire:

  •    500€ per le azioni comprate sulla borsa italiana;
  • 1.000€ per le azioni comprate sulle borse estere;
  • 1.000€ per le obbligazioni governative come i BOT o i BTP perché è il loro taglio minimo;
  •    500€ per PIC su ETF quotato sulla borsa italiana;
  •  1.000€ per PIC su ETF quotato sulle borse estere;
  • A partire da 1.000€ per PIC su Fondo Internazionale;
  • A partire da 30€ per PAC su Fondo.

N.B. il capitale va diversificato quindi per ogni posizione in portafoglio è consigliabile non investire oltre certe percentuali che sono:

  • 10% per singoli titoli come azioni, obbligazioni o Certificati;
  • 25% per ETF o Fondi Comuni di Investimento già meno rischiosi di loro grazie alla diversificazione esistente al loro interno.

Quindi a conti fatti i minimi sono bassi e danno a tutti la possibilità di investire anche se è consigliabile farlo, come PIC con un capitale minimo di 5.000/10.000€.

Ad ogni modo condivido l’idea di iniziare ad investire prima possibile, sin da giovani, anche con cifre più basse di quelle che ho detto, magari con un PAC, il motivo è fare pratica. L’esperienza è il miglior modo per imparare. Ti sconsiglio l’uso dei conti demo o di usarli solo per imparare l’uso della piattaforma online. Testare la propria componente emotiva anche con 50 o 100 euro è il miglior modo per partire con il piede giusto. Ovviamente la soluzione più sicura è quella di affidarsi ad un professionista della finanza chiamato Consulente Finanziario che ti può accompagnare nella gestione dei risparmi aumentando le tue conoscenze finanziarie. A tal riguardo occorre anche considerare che, se la bravura nel tuo lavoro ti ha consentito di accumulare ricchezze può essere bene continuare così senza sottrarre tempo per apprendere la professione finanziaria ed affidarsi ad un bravo Consulente con cui creare un rapporto di fiducia solido e duraturo.

Quanto tempo si può risparmiare evitando di dover leggere i prospetti informativi dei vari prodotti finanziari o avendo un consulente che sta al passo coi tempi per i propri risparmi?

*Alcuni broker permettono di comprare ETF a costo zero o di creare un piano di accumulo automatico in cui le commissioni di acquisto e vendita sono a carico dell’emittente. In questo caso la cifra può essere abbassata anche sui 100 euro.

Cos’è l’interesse composto?

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L’interesse composto è l’interesse che si calcola sul capitale e sugli interessi maturati, quindi sul montante (capitale + interessi).

L’interesse composto è un tasso di interesse esponenziale, aumenta sempre di più all’aumentare del tempo.

Facciamo un esempio:

Su un capitale di 100 euro l’interesse semplice verrebbe calcolato sempre e solo sul capitale quindi se il tasso fosse del 10%, l’interesse per qualsiasi periodo preso in considerazione sarebbe sempre di 10 euro.

L’interesse composto invece calcola gli interessi sul montante quindi nel primo periodo l’interesse è uguale a 10, nel secondo periodo l’interesse è di 11 (10% su 110) e nel terzo periodo è ancora maggiore e pari a 12,1 (10% su 121) e così via.

Su un arco temporale di 10 anni il capitale finale dato da interesse semplice è di 200€ mentre il capitale dato da interesse composto è di circa 260€. Non sembra molto ma se invece di 100 fossero 10.000€ la differenza si sentirebbe eccome, circa di 6000€.Quindi non sottovalutare mai il potere dell’interesse composto, Albert Einstein l’ha definito l’ottava meraviglia del mondo.

Differenza tra PIC e PAC?

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Esistono principalmente due modi di investire:

  • PIC (piano di investimento di capitale) consiste nell’investire parte o tutto il capitale in un’unica soluzione;
  • PAC (piano di accumulo di capitale) consiste nell’investire il capitale in maniera frazionata nel tempo decidendo due aspetti chiave, il tempo e la quantità di denaro. Devi scegliere ogni quanto periodo di tempo versare la stessa cifra. Facciamo un esempio: hai un’entrata mensile di 1.000 euro e decidi di creare un PAC mensile pari al 10%. Ogni mese in automatico verserai 100 euro nello stesso strumento finanziario da te scelto.


La strategia ideale è iniziare un investimento prima con un PIC creando una base di partenza e successivamente partire con un PAC.

Il PAC è consigliabile per distribuire il rischio nel tempo in quanto ti permette di comprare sia in fase rialziste di mercato che in fase ribassiste di mercato consentendoti di mediare il prezzo medio di carico.

Facciamo un esempio:

  • 1° acquisto: il prezzo del Fondo è di 10 euro così compro 10 quote, spesa totale 100 e prezzo medio di carico 10;
  • 2° acquisto: il prezzo del Fondo è salito a 12 euro così compro 8 quote, spesa totale 96 euro e prezzo medio di carico di 10,88 [(10*10+8*12)/18];
  • 3° acquisto: il prezzo del Fondo è sceso a 8 euro così compro 12 quote, spesa totale 96 euro e prezzo medio di carico di 9,73 euro [(10*10+8*12+12*8)/30].

In questo modo dopo il terzo mese ti ritrovi con un prezzo medio di carico di 9,73 euro, un valore più basso rispetto ad aver comprato 30 quote subito per un valore di 300 ed avere un prezzo medio di carico di 10.

Questa tecnica è utile soprattutto nel lungo periodo quando le movimentazioni di mercato sono molteplici ed è difficile prevedere quando inizia una tendenza ribassista. Ha maggior valore con i prodotti a più alta volatilità come quelli azionari, perché permette di avere un buon prezzo medio con un prodotto che grazie alla diversificazione è molto sicuro.

Il PAC è inoltre il modo migliore per iniziare ad investire in quanto ti crea una consapevolezza automatica nel destinare una piccola percentuale delle tue entrate, per esempio un 10/20%, agli investimenti. Così facendo non spendi quel denaro e sfrutti l’interesse composto. Proprio perché investi piccole cifre puoi iniziare a prendere confidenza con i mercati finanziari senza rischiare di farti molto male con cicatrici difficili da guarire.

Che cosa è investire?

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Investire va visto come se si dovesse avviare un’attività, un’azienda per cui servono le medesime attenzioni ed il giusto orizzonte di tempo prima di tirare le somme. Proprio come per una attività lavorativa dove man mano che lavoriamo ci adeguiamo al mercato lavorativo e soltanto dopo anni, quando l’attività avrà preso piede ne valutiamo l’andamento, anche con gli investimenti si deve fare la medesima cosa, attendere che sia maturato il ciclo di investimento o che sia maturato tutto il tempo pianificato per il raggiungimento dell’obiettivo d’investimento ed a quel punto tirare le somme. Occorre agire con metodo ed in modo razionale per essere tra coloro che ottengono aiuti dai mercati finanziari e raggiungono i propri obiettivi.

Perché investire non è speculare?

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Speculare significa scommettere sul futuro per ottenere un profitto elevato in meno tempo possibile.

La speculazione è una forma di gioco d’azzardo non fatta con le carte ma attraverso strumenti finanziari quali soprattutto derivati, azioni e criptovalute perché sono gli asset più volatili sul mercato. Speculare definisce il modo in cui ci si pone verso il mondo finanziario.

Per esempio, se voglio guadagnare solo dall’aumento del prezzo di un asset, indipendentemente da quale sia, allora sto speculando. Non mi interessa dove o come investire ma voglio solo fare soldi. Il trading, se non fatto come lavoro, la lotteria o la schedina sono tutte forme di speculazione. Rischiare del denaro per prevedere un aumento di prezzo, un numero vincente o una squadra che vince.

Perché investire non è risparmiare?

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Risparmiare significa accantonare il proprio capitale nel tempo senza rischiare e senza ottenere un rendimento.

Un esempio di risparmio può essere quello di non spendere il 10% delle proprie entrate lavorative e versarlo sul proprio conto corrente come fosse un salvadanaio.

Da piccolo ti sarà capitato di prendere la mancia dalla nonna o dai genitori e di metterla nel porcellino di ceramica, ecco quella è una forma di risparmio in quanto metti da parte del capitale che ti servirà in futuro senza chiedere nessun rendimento in cambio e quindi teoricamente senza rischiare nulla.

Il risparmio però non è sicuro come si crede. Il prezzo dei beni e dei servizi tende ad aumentare con il tempo mentre il potere di acquisto si abbassa, questo processo si chiama inflazione.

Facciamo un esempio: risparmi 100 euro e dopo 5 anni decidi di ritirarli per fare la spesa. Anche se hai ancora in mano 100 euro non riuscirai più a comprare le stesse cose che hai comprato un lustro prima. Quei 100 euro hanno perso potere di acquisto e si sono deprezzati fino a valere circa 90 euro (presupponendo un’inflazione media annua del 2%).

Perché è fondamentale la diversificazione?

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La diversificazione è fondamentale nel mondo degli investimenti per la creazione del proprio portafoglio.

Diversificare significa diminuire la rischiosità del proprio portafoglio inserendo in esso asset scorrelati tra loro (titoli che si muovono in direzioni diverse rispetto al movimento dei mercati finanziari).

Ogni scenario economico predilige infatti strumenti finanziari piuttosto che altri.

Le azioni in periodi di recessione performano male, le obbligazioni non sono adatte per periodi di crescita continua e la liquidità diminuisce in caso di inflazione.

Ogni asset class ha il suo tallone d’Achille, quindi è opportuno mantenere un portafoglio equilibrato.

La diversificazione permette all’investimento di essere in equilibrio con il mercato, dove da un’estremità c’è il risparmio e dall’altra estremità c’è la speculazione.

Come creare un portafoglio di investimento?

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Il portafoglio di investimento può essere raffigurato come una torta dove la totalità rappresenta il nostro capitale e gli spicchi rappresentano i nostri strumenti finanziari.

Ogni portafoglio di investimento è soggettivo e deve quindi essere personalizzato in base alle proprie esigenze di vita e ai propri obiettivi. Uno studente di 20 anni, un lavoratore di 45 anni o un pensionato di 65 anni non avranno lo stesso portafoglio di investimento.

criteri fondamentali da valutare prima di creare un portafoglio sono:

  • propensione al rischio, quanto siamo disposti a rischiare per ottenere un determinato rendimento;
  • orizzonte temporale, per quanto a lungo siamo disposti ad investire;
  • obiettivo di investimento, per quale motivo vogliamo investire.


Ogni investitore può anche avere più portafogli di investimento in base ai suoi obiettivi.

Uno personale e uno per i suoi figli oppure uno personale e uno per l’acquisto di un determinato bene come una casa o un’automobile.

Per comporre la nostra torta dobbiamo utilizzare l’asset allocation cioè scegliere quali asset class inserire nel nostro portafoglio. Un asset class è definita come un attività di investimento con caratteristiche comuni per esempio liquidità, azioni, obbligazioni, materie prime, criptovalute, …

Per farti capire meglio facciamo questo esempio di portafoglio di medio termine con un rischio medio:

  • 30% azioni;
  • 40% obbligazioni;
  • 30% liquidità;

Ora che abbiamo scelto la nostra asset allocation e le nostre asset class dobbiamo scegliere quali strumenti finanziari utilizzare.

Abbiamo deciso di creare un portafoglio fatto prevalentemente da ETF:

  • 30% azioni (70% ETF azionario paesi sviluppati, 30% ETF azionario paesi emergenti);
  • 40% obbligazioni (50% ETF obbligazionario a lungo termine, 50% ETF obbligazionario indicizzato all’inflazione)
  • 30% liquidità (50% cash sul conto corrente, 50% cash sul conto deposito);


Il passaggio successivo sarà di attribuire ad ogni singola voce lo strumento finanziario specifico.

Ovviamente questo è solo un esempio per spiegare tutti i passaggi fondamentali utili alla creazione di un portafoglio.

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